LE PIANTE SOSTENGONO L’UMANITÀ

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I PRINCIPALI BENEFICI DELLE PIANTE A FAVORE DELL’UMANITÀ E DEGLI ESSERI VIVENTI

Esistono due tipologie principali di piante, le quali vengono determinate dall’ambiente in cui vivono: piante acquatiche (presenti all’interno di oceani, mari, fiumi e laghi) e piante terrestri (che si trovano sulla terraferma).

La vita dell’uomo è determinata dalla loro esistenza per i seguenti fattori:

1) Le piante assorbono l’anidride carbonica (CO2) e producono ossigeno (O2).

Tutti noi respiriamo grazie ad un prodotto di scarto delle piante. Tramite un processo biochimico chiamato “fotosintesi clorofilliana” le piante traggono il loro nutrimento. Il processo di fotosintesi clorofilliana si svolge in due fasi fondamentali: la fase luminosa e quella oscura. La prima produce energia sotto forma di ATP, la seconda fase, invece – identificata anche con il nome di ciclo di Calvin – consente la trasformazione del carbonio inorganico (dell’anidride carbonica) in molecole di carbonio organico (ovvero del glucosio).

La clorofilla, un pigmento verde presente sulle foglie, cattura la luce solare convertendola in energia chimica per poi trasformare l’acqua e l’anidride carbonica presenti in zuccheri necessari alla loro crescita. Come prodotto finale di scarto viene prodotto principalmente ossigeno assieme ad altri elementi.

Oltre all’anidride carbonica, le piante filtrano altri pericolosi inquinanti presenti nell’aria come polveri sottili (pm10) e gas che si trovano in concentrazione maggiore nei pressi delle città. Trattengono, tramite le foglie e le superfici della pianta, una grande quantità di particolato. Con gli stomi fogliari – presenti sulla pagina inferiore della foglia e la cui funzione è consentire lo scambio gassoso fra l’interno e l’esterno – la pianta assorbe e rimuove gli inquinanti gassosi e li rende inerti attraverso il suo metabolismo. Il processo di neutralizzazione degli inquinanti avviene poi con gli organismi che vivono nella terra, a contatto con le radici della pianta. Un albero ben gestito e curato, senza essere distrutto da cattive potature, è una grande centrale di assorbimento degli inquinanti.

2) Le piante prevengono l’erosione del suolo e i danni correlati.

Il cambiamento climatico sta influenzando moltissimo lo stato dei nostri terreni. Come se non bastasse, troppe volte vengono abbattute piante per costruire edifici oppure si riscontra un abuso di suolo per far fronte ad un’agricoltura intensiva e smodata.
Dovremmo invece ricordarci che la Natura restituisce sempre quello che le viene dato, con le rispettive conseguenze. Non dobbiamo stupirci per le alluvioni, le piogge violente, la siccità, il caldo anomalo ed altri eventi meteorologici definiti impropriamente “estremi”. L’unica cosa estrema è come ci stiamo comportando nei confronti del Pianeta, e soprattutto la nostra inerzia nei confronti del cambiamento climatico.

In realtà questi sono solo degli “interessi” che dobbiamo pagare per saldare i debiti nei confronti della Natura. Se vogliamo che ciò non accada dobbiamo imparare a rispettarla. Le piante giocano un ruolo fondamentale contro l’erosione del suolo: grazie alle loro radici sono in grado di consolidare il terreno e di migliorarne la composizione prevenendo così una serie di conseguenze più o meno disastrose. Infatti, evitano frane e smottamenti su aree ripide e scoscese o lungo i fiumi, cosa di non poco conto se consideriamo che ogni anno molte strutture vengono devastate da questi fenomeni.

Una foresta in ottima salute, in condizioni di forti precipitazioni, è in grado di prevenire il deflusso superficiale delle acque e il dilavamento del suolo. Le radici degli alberi trattengono il terreno impedendo di fatto le frane, le valanghe e l’erosione del suolo. Parimenti mitiga le condizioni di eccessiva calura e siccità durante la stagione estiva, prevenendo altresì il rischio incendio. Un bosco distrutto o immaturo è più soggetto ad incendi e altre catastrofi naturali per tale motivo va agevolato.

3) Le piante evitano il deflusso superficiale delle acque dopo forti piogge.

Un altro grande problema derivato dal cambiamento climatico è la probabilità di alluvioni dopo forti piogge. Se è vero che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni climatici straordinari è altrettanto vero che c’è una maggiore necessità di prevenire gli effetti negativi che ne derivano.

Le piante, durante forti precipitazioni, attenuano la caduta della pioggia grazie alle foglie; una parte di acqua viene assorbita dalle radici e un’altra gran parte viene trattenuta nel terreno e poi filtrata in profondità, arricchendo così le falde acquifere, importantissime per l’approvvigionamento di acqua potabile. Al tempo stesso, le piante evitano il deflusso delle acque superficiali che potrebbe generare inondazioni, allagamenti e inquinamento da contaminanti (i danni ricadrebbero fortemente non solo sulle abitazioni ma anche sull’agricoltura).
In base ai dati dell’ISPRA, in Italia i comuni a rischio alluvione e frane sono oltre l’88%. In realtà un suolo in condizioni ottimali dovrebbe essere in grado di immagazzinare più di 3500 tonnellate di acqua per ettaro, oppure circa 400 millimetri di pioggia.

4) Le piante producono sostentamento per l’uomo e per altri esseri viventi.

Tutti dovremmo sapere che le piante giocano un ruolo essenziale nella nostra vita e – tra le altre cose – sono alla base della catena alimentare degli esseri viventi.

Ad esempio: cosa accadrebbe se un leone (carnivoro) vuole cibarsi di una zebra (erbivora) e quest’ultima non trova più piante per mangiare? la soluzione del quesito è banale: il leone rimarrebbe a digiuno e se la cosa andasse avanti per molto tempo finirebbe anch’egli per morire di fame. La stessa cosa accadrebbe a tutti i carnivori, i quali non potrebbero cacciare le loro prede perché queste muoiono di fame non trovando più piante di cui cibarsi.

La catena alimentare è un sistema semplice che si basa sempre sulle piante come cibo di partenza.
Anche l’uomo da sempre utilizza le piante come fonte di sostentamento grazie alle quali può ricavare frutta, verdura, legumi, cereali, erbe, e senza considerare tutti i prodotti correlati ad essi; così come le utilizza per ricavare l’alimentazione degli animali allevati.

Ma l’importanza delle piante per l’uomo non si basa solo sul piano alimentare, poiché se ne possono ricavare ulteriori benefici indispensabili tra cui la produzione di legname, indumenti e medicinali. Se dunque le piante cessassero di esistere a causa di malattie derivate dall’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti, per il troppo disboscamento o per l’impoverimento di terreni causato da un’agricoltura intensiva (tutte cose che difatti stanno avvenendo) sarebbero molti i settori colpiti da una crisi irreparabile.

5) Le piante hanno un effetto sul clima circostante e globale.

Un’altra capacità fondamentale che hanno le piante è quella di mitigare il clima sia a livello urbano che globale grazie alla traspirazione dell’umidità presente nell’aria.

Per quanto riguarda i benefici riscontrati nelle città, le piante inducono un effetto di raffreddamento che in termini economici si trasforma anche in un risparmio energetico. Oltre al beneficio dell’ombra sulle abitazioni, un albero di grandi dimensioni può traspirare circa 400 litri di acqua al giorno, paragonabile ad un raffreddamento di 20 condizionatori.

Inoltre, restando sempre in ambito urbano, le grandi piante riescono ad assorbire i rumori riducendo così anche l’inquinamento acustico.
Insomma, a livello globale ogni singola pianta ha la sua importanza e nelle città occorrono sempre più spazi verdi, ricreati saggiamente. Gran parte del lavoro dipende dalla presenza di boschi e foreste e gli abusi di suolo incontrollati e gli incendi non possono certo portarci benefici.

6) Le piante aumentano la biodiversità.

Nel loro complesso le piante formano degli ambienti estremamente ricchi di esseri viventi che spaziano dai grandi animali fino ai microrganismi, ognuno dei quali ha la propria importanza per l’ecosistema. Tra i primi posti troviamo gli animali impollinatori.

È noto che le reti formate dalle specie legnose nei paesaggi agricoli aumentano la biodiversità intrinseca (cioè la diversità delle specie vegetali) e la biodiversità funzionale (ovvero la varietà di servizi ecosistemici derivanti dalla biodiversità).

In questi ambienti, le piante offrono agli animali sia un sostentamento che un luogo dove ripararsi; per questo ogni strato di bosco o foresta è necessario, poiché alcuni animali trovano riparo nella parte più in alto, altri invece vivono tra gli arbusti ed i cespugli, mentre altri ancora preferiscono scavare tane o utilizzare vecchi tronchi come abitazione.


Autore: Vezua

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